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Meta-Monumental Garage Sale: usato in mostra
Giulia GiarolaNews
Mercoledì 13 Gennaio 2016

Non è la prima volta che qui su Mercatini d'Italia vi parlo dell'usato come nuova forma artistica. Il riuso di oggetti e materiali infatti sta diventando sempre più una fonte d'ispirazione per le persone che riescono a vedere oltre le apparenze, tirando fuori dall'usato qualcosa di sorprendente ed inaspettato allo stesso tempo. A tal proposito, girovagando sul web, mi sono imbattuta in un'artista americana molto particolare che mi ha stupita: Martha Rosler.

Martha Rosler è nata a Brooklyn nel 1943 ed è ampiamente considerata uno dei più influenti artisti della sua generazione, la cui pratica artistica, l'insegnamento e la scrittura continueranno ad influenzare le generazioni future. Rosler fa "arte per il luogo comune, l'arte che illumina la vita sociale", esaminando la quotidianità attraverso la fotografia, performance, video, e installazioni artistiche. Le sue opere infatti sono incentrate sulla vita di tutti i giorni, con preoccupazioni ricorrenti sui media, la guerra, l'architettura e l'ambiente costruito, dalle abitazioni ai senzatetto e i sistemi di trasporto.

Cosa centra l'usato con Martha Rosler? Centra eccome, perché nel 2012 ha realizzato la sua prima mostra personale al celebre MoMA di New York (Museum of Modern Art): il “Meta-Monumental Garage Sale”, una versione su larga scala del classico garage sale americano, in cui i visitatori potevano passeggiare e acquistare beni di seconda mano organizzati, esposti e venduti dall'artista.

Gli oggetti di uso comune sono stati donati dalla Rosler, dallo staff del museo e anche dal pubblico in generale, creando così uno spazio di scambio vivace tra l'artista ed i suoi clienti, che potevano contrattare sui prezzi. Inoltre se i clienti erano d'accordo, potevano essere fotografati con i loro acquisti.

Il Meta-Monumental Garage Sale al MoMA in realtà è il risultato successivo ad un altro lavoro (il Traveling Garage Sale) originariamente ospitato nella galleria d'arte della University of California a San Diego nel 1973. L'opera è stata pubblicizzata contemporaneamente come un garage sale nei giornali locali e come un evento artistico all'interno della scena artistica locale. Una lavagna sul posto portava la frase: "Forse il Garage Sale è una metafora per la mente".

Il Traveling Garage Sale, che si è tenuto anche a Vienna (1999), Barcellona (1999), Stoccolma (2004) e Londra (2005), implica ai visitatori transazioni faccia a faccia all'interno di un'economia secondaria e informale, proprio come nei garage sale al di fuori di un ambiente museale. In qualità di progetto itinerante, il Garage Sale accumula elementi da ogni evento precedente, che vanno dai componenti del primo progetto, come ad esempio la presentazione e le tracce audio, a merce e fotografie di persone che sostengono gli oggetti che fanno parte della l'installazione.

Per il Meta-Monumental Garage Sale del MoMA, Rosler ha invitato il pubblico a donare oggetti di seconda mano come: vestiti, libri, dischi, giocattoli, bigiotteria, opere d'arte, oggetti strani, cimeli, e cose di qualsiasi tipo, grandi o piccole, che potessero stimolare la fantasia.

Ecco cosa succede quando il riuso incontra l'arte: le persone si avvicinano al mondo dell'usato e si accorgono di quanto in realtà sia una parte importante del loro mondo. E la Rosler non ha fatto altro che aprire gli occhi del suo pubblico alla bellezza della quotidianità, come solo un'artista sa fare.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente