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Arte e riuso: quando l'usato incontra la creatività
Mercoledì 19 Agosto 2015
Giulia Giarola

Cosa succede se il riuso incontra la creatività di un artista? Quando il riciclo di materiali usati non è solo il simbolo della salvaguardia del pianeta, ma diventa anche un input per stimolare la fantasia, ecco allora che si realizza una nuova forma d'arte.

Il riuso sta cambiando la nostra vita, il modo di consumare e di pensare al futuro. Era inevitabile che prima o poi influenzasse il mondo dell'arte contemporanea, facendo nascere qualcosa di nuovo e significativo da oggetti usati e apparentemente senza valore. In Italia uno degli artisti che si sta facendo notare in questo campo è LUfER, designer eclettico e trasversale che oltre a dare una seconda vita a cose di qualsiasi tipo, riesce a creare delle vere e proprie opere d'arte ecologiche e di tendenza.

Nato a Langhirano nel 1962 Luca Ferraglia, in arte LUfER, vive e lavora a Parma. Gli anni '90 sono quelli della svolta, è in questo periodo infatti che si inoltra nella pittura e nella scultura, sperimentando tecniche e linguaggi espressivi diversi. LUfER sceglie di utilizzare gli scarti industriali per le sue creazioni: realizza quadri, sculture, lampade, sedute, appendiabiti e tavolini grazie al riuso di alcuni materiali molto particolari.

Nel 1997 apre una galleria d'arte, la “Visivo-uditivo”, dove presenta i suoi pezzi unici. Dal 2007 in poi i suoi oggetti vengono esposti in diverse città italiane all'interno di mostre inerenti il tema del riciclo. A marzo di quest'anno è stato ospite di “Vintage! La moda che vive due volte”, la famosa fiera di Forlì dedicata allo stile dagli anni '20 agli '80. Il suo modus operandi si può sintetizzare in quello che è diventato il suo slogan: “Il riciclante ricicla in un istante”. E LUfER sembra avere un dono speciale nel riciclare oggetti che potrebbero sembrare scarti, ma che in realtà aspettavano soltanto una nuova vita.

Quali sono i materiali che LUfER riusa? Principalmente ferro, plastica, acciaio, legno e stoffa. La sua fantasia però non ha limite, lui riesce a vedere l'arte dove gli altri vedono un oggetto usato da buttare via. Nelle sculture e negli arredi qui sotto LUfER è riuscito a riutilizzare l'ingranaggio di un tritacarne, la tromba di un grammofono, il vetro posteriore di un'automobile e l'elica di un motoscafo. Li riconoscete?

In Inghilttera invece sta spopolando l'arte di Nick Gentry, trentenne londinese che per le sue opere attinge direttamente da materiali e oggetti usati che il suo pubblico gli dona. Nick si diverte a ricreare i volti umani grazie al riuso di floppy disk, cd e dvd, luci, negativi e tutto ciò che di strano le persone gli regalano per iniziare un nuovo quadro. Nel suo lavoro c'è una particolare enfasi sul riciclo dei media obsoleti, sul riuso di oggetti personali e sul rapporto tra ciò che creiamo e quella che chiamiamo realtà.

I modi per riusare i materiali più svariati sono davvero infiniti, e gli artisti di oggi che sfruttano gli oggetti usati per esprimersi, molto spesso sono persone comuni che con un pizzico d'ingegno riescono a costruire qualcosa di divertente, di utile, di giocoso e anche molto emozionale. Persone che hanno trovato nell'usato e nei cosiddetti “scarti” una bellezza inaspettata. Altri esempi? Basta cliccare sul sito di SCART, progetto ecologico che ridà vita agli oggetti usati con grande fantasia, per vedere la creatività all'opera!


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente