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Riciclare regali non graditi? Un vero trend a Natale
Mercoledì 08 Gennaio 2020
Eleonora Truzzi

Valore dei mercatini in ItaliaA tutti è capitato, almeno una volta, di ricevere regali non graditi a Natale. 


Magari si trattava di qualcosa che non rispecchiava la tua personalità oppure, addirittura, ti sei ritrovato con due oggetti uguali. Sul momento è molto scortese rifiutare un regalo perché, anche se non azzeccato, racchiude dentro di sé le più buone intenzioni di chi te l’ha donato. Tuttavia, una volta tornato a casa, cosa farne di quel regalo? Certi optano per chiudere tutto in un armadio dimenticandosene mentre, tanti altri, decidono di riciclare i regali non graditi.

Riciclare regali non graditi consentirà di risparmiare miliardi di euro
Non siamo i soli a sostenere che la pratica del riciclo dopo Natale sia in costante aumento. Una ricerca di Confcooperative, una delle più grandi associazioni di cooperative italiane, ha previsto che la decisione di riciclare regali non graditi farà risparmiare 3,3 miliardi di euro. Ma non è tutto. Rispetto alla stessa ricerca effettuata nel 2018, si è previsto un aumento di 2 milioni di italiani che andranno a sommarsi ai precedenti 21 milioni.

Cosa viene riciclato?
Al primo posto vengono riciclati i generi alimentari. È facile capire il perché nel momento in cui si ricevono 3 pandori e 2 panettoni. Ma passiamo all’oggettistica: in pole position ci sono dei classici come guanti, sciarpe e cappelli. Seguiti a ruota da un altro regalo molto gettonato, i cosmetici.

Valore dei mercatini in Italia

Segui anche tu questa tendenza
Riciclare regali non graditi nei mercatini consente di evitare inutili sprechi, così dannosi per la salute del nostro ambiente. Inoltre, devi considerare un altro aspetto. A te quell’oggetto non serve un granché però, da qualche parte, può esserci il giusto proprietario che lo sta cercando da molto tempo. Dona a tua volta un sorriso a qualcun altro per dare nuova vita ai regali di Natale.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente