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Torino Spiritualità: Il valore della scelta
Martedì 15 Ottobre 2013
Elisa Artuso

Quest’anno si svolge a Torino la nona edizione di Torino Spiritualità evento organizzato dal circolo dei lettori attraverso incontri con filosofi, teologi, storici, scrittori, artisti, scienziati, personalità della politica e dell’economia, provenienti da tutto il mondo. Voci che aprono la mente, offrono pluralità di prospettive, insegnano e suggeriscono nuovi interrogativi. Torino Spiritualità è un percorso più che una vera e propria manifestazione. 

Quest’anno il tema è “Il valore della scelta” e ci piace segnalarlo perché si avvicina ai temi che trattiamo anche noi e al nostro lavoro quotidiano. Ci occupiamo delle cose che gli altri scartano e il periodo autunnale si presta particolarmente a svolte, pulizie, repulisti

Liberarsi di un oggetto amato può dare segno a una svolta e può significare un cambio di stagione, anche esistenziale: fare pulizia mentale, creare spazio, fare buoni propositi e lavorarci un po’ su libera i pensieri, oltre che gli armadi di casa. 

E così Torino Spiritualità ci dà lo stimolo per fare space clearing mentale, per capire se ciò che ci circonda rappresenta un condizionamento di cui abbiamo bisogno di liberarci e – come dire – metterlo all’asta. 

Così recita l’inziativa: 

Alcuni oggetti parlano alla nostra mente, altri al nostro cuore. Alcuni tacciono all’improvviso, dopo esser stati a lungo attraenti, altri non cessano mai di esserlo. Li teniamo con noi, in tasca, in salotto, nel portafoglio, sulla credenza o in un cassetto e a loro si intreccia la nostra storia quotidiana. Anche gli oggetti hanno una propria biografia, che appartiene a loro e che diventa nostra dal momento in cui ne entriamo in possesso, fino a che li perdiamo. O li regaliamo, o li vendiamo. Riempiamo case, cucine, mensole, scatole. Scatole e scatoloni che riempiono sgabuzzini, cassapanche e armadi: teniamo tutto perché non abbiamo il coraggio di scegliere. Scegliere cosa tenere, scegliere cosa buttare.” 



E così Torino Spiritualità ci invita a fare una scelta e a portare il 29 settembre al Teatro Carignano, un oggetto che possa raccontare una storia. Alcuni di essi diventeranno protagonisti di un’asta il cui ricavato andrà all’associazione Paideia che si preoccuperà di esaudire i desideri di bambini che non hanno la possibilità di fare scelte. 

Ma non è tutto. Si può partecipare anche virtualmente con dei tweet che contengano l’hashtahg #mettoallasta: e magari se abitate fuori Torino potete raccontare attraverso la rete che cosa vi ha spinto a sceglierlo e a disfarvene e partecipare comunque. 

Interessante vedere come anche le persone celebri abbiano bisogno di “fare il bianco” e disfarsi di oggetti che non vogliono più vedere, ma che possono rappresentare molto per qualcun altro. 

Così l’attrice Monica Guerritore ha bisogno di disfarsi di copioni e materiali di spettacoli conclusi, per lasciar entrare nuovi personaggi. Così l’imprenditore Andrea Pezzi, ideatore di Ovo.com metterebbe all’asta tutti i suoi Bignami in cui studiava da ragazzo rivendicando l’importanza delle semplicità e della sintesi, fondamentali per entrare in un argomento e averne chiare le coordinate. 

E voi, cosa mettereste all’asta?


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente