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Comprare e vendere a un mercatino: ecco perché!
Sabato 15 Giugno 2013
Elisa Artuso

mercatiniOrmai è confermato: la crisi sta portando gli italiani a misurare con sempre maggiore accortezza il budget a disposizione, mese per mese, settimana per settimana, giorno per giorno. Vivere alla giornata è divenuto uno sport sempre più diffuso, visto che per molti le difficoltà si moltiplicano di fronte alla diminuzione del potere d’acquisto. A nessuno piace la crisi, eppure per alcuni sta diventando un’opportunità di riflessione sul senso – anzi, sul buon senso – dei consumi stessi.

Probabilmente negli anni, a partire dal boom economico, dagli anni cinquanta in avanti, abbiamo iniziato progressivamente a esagerare. Comprare tanto, anche il non necessario, è diventata una valvola di sfogo incredibile, che identifica i consumatori in cliché proposti dai media, dai testimonial, da attori e vip. Ma a lungo andare questo stile di vita che lascia la sobrietà al palo ci ha portato a non rispettare la terra, a produrre una quantità enorme di rifiuti, a sprecare, a lasciarci prendere.

Oggi l’opportunità dei mercatini dell’usato dà spazio a un altro modo di concepire le cose, che valgono di per sé, anche se usate, anche se un po’ retrò. Anzi, è questo il loro più grande valore che ci permette di esprimerci – se lo desideriamo e se è nelle nostre passioni – restaurando e riadattando oggetti del passato a esigenze del presente, di risparmiare, di trasformarci in nuovi ecologisti, che non rinunciano allo stile e alla qualità, ma che sono aperti a nuove opportunità, prima fra tutte quella di limitare i rifiuti e gli sprechi, diminuendo i volumi di merci in buono stato che finiscono negli inceneritori o nelle discariche, insultando il pianeta e il nostro portafoglio.

Comprare e vendere usato è diventata quindi una notevole opportunità per tutti: apriamo i nostri ripostigli, frughiamo nella soffitta dei nostri nonni e genitori e scopriremo una miriade di beni ancora utili, a volte saranno persino oggetti di valore, di antiquariato, complementi d’arredo da riadattare, carteggiare, riverniciare o da vendere così come sono grazie ad un mercatino, per guadagnare inaspettatamente o anche solo per liberare spazio che ci è utile per altre cose.

mercatini

E non è solo questo: ricorrere al recommerce può essere anche un modus vivendi alternativo che ci permette di abbassare il budget necessario per far fronte alle nostre esigenze e a quelle della nostra famiglia, senza rimetterci in qualità! Pensiamo ad esempio all’abbigliamento, in particolare quello dei bambini, alle esigenze degli adulti e a qualche desiderio da soddisfare o regalo da fare.

Molti hanno ancora un pregiudizio sull’usato, che viene spesso considerato un ripiego: ricordiamoci che quando andiamo a bere un caffè ci viene offerto su una tazzina usata, quando dormiamo in hotel lo facciamo su lenzuola usate, quando andiamo al ristorante posate e piatti sono sempre usati. Gli oggetti che troviamo nei mercatini dell’usato sono gli stessi che noi puliamo o laviamo per venderli affidandoli ai titolari dei mercatini. Oggetti rotti o danneggiati non vengono nemmeno ritirati, a meno che non si tratti di articoli di antiquariato che possano essere restaurati.

Comprare e vendere usato ci permette di dare un senso a molte delle cose che non utilizziamo, che possono così vivere ed essere utilizzate e valorizzate ancora a lungo.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente