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Usato e decluttering: uniti contro il caos quotidiano
Giulia GiarolaNews
Mercoledì 04 Ottobre 2017

Decluttering: quante volte leggiamo questa parola quando cerchiamo sul web un modo semplice e veloce per fare il cambio del guardaroba o un trasloco? Il decluttering è intorno a noi ed è sempre più popolare perché continuiamo ad essere sommersi di cose. Letteralmente. E allora abbiamo bisogno di una guida per uscire dalla montagna di oggetti che ci sovrasta senza diventare pazzi.

Quando riordiniamo una stanza non puliamo solo ciò che ci circonda, ma anche quello che abbiamo dentro. Nella credenza non c'è più il servizio da tè tanto odiato? Ecco che la cucina risplende di nuova luce e la mente si libera da una zavorra negativa.

Eliminare il superfluo per alleggerire gli spazi e la mente

Eliminare il superfluo, però, non è così facile. Primo perché anche se non sembra possediamo davvero una marea di oggetti accumulati negli anni, e ce ne rendiamo conto soltanto quando è il momento di rivoltare le stanze come dei calzini. Secondo, perché siamo abituati ad affezionarci alle cose materiali, e tendiamo a tenerle per via dei ricordi che si scatenano alla loro vista.

decluttering

L'arrivo dell'autunno ci ha costretti a mettere da parte l'abbigliamento estivo a favore di quello più pesante. Scommetto che nel momento in cui avete riposto gli abiti leggeri nelle buste di plastica avete pensato: “Questo non l'ho mai messo durante l'estate, sarà per l'anno prossimo”. Io ho ripetuto questa frase per almeno la metà del mio guardaroba estivo. E osservando quello autunnale già sapevo che alcuni maglioni non li avrei indossati. Eppure eccoli là, nell'armadio ad occupare spazio prezioso. Un'altra volta.

Quando siamo in mezzo alla confusione siamo più nervosi, non troviamo mai quello che serve quando serve, e il mal di testa diventa un altro problema da affrontare durante la giornata. Il decluttering non sarà un gioco da ragazzi, ma vi assicuro che anche solo iniziare ad eliminare il caos che ci sta intorno è un salto di qualità per la serenità mentale. Come quando svuotiamo la borsa o il portafoglio per rimettere tutto in ordine e ci ritroviamo con uno strano senso di benessere addosso.

È così, quando diamo il giusto spazio alle cose ne guadagniamo in salute e risparmiamo tempo (pensate alle chiavi della macchina che non troviamo mai e che ci fanno perdere la pazienza!). Ma il significato di decluttering non è affatto quello di “eliminare” buttando via a caso quello che abbiamo, perché nulla va sprecato. Eliminiamo il superfluo dalla nostra vita, okay, ma preoccupandoci di potergli dare una nuova possibilità a seconda delle sue condizioni.

Il mercato dell'usato ci aiuta a dare nuova vita alle cose

Decluttering e usato sono come due fratelli che si aiutano l'un l'altro: grazie al mercato di seconda mano possiamo vendere la merce che non utilizziamo e che crea disordine nella nostra vita, senza doverla gettare nella spazzatura. E con l'aiuto del decluttering possiamo finalmente mettere da parte le cose che ci soffocano, ma che potrebbero servire a qualcun altro, e riappropiarci dei nostri spazi in casa. Non è da sottovalutare l'aspetto economico della situazione: immaginate di avere un guadagno da ogni singolo oggetto o capo d'abbigliamento che non sfruttate... interessante, vero?

Qualche giorno fa stavo aiutando i miei genitori in vista del loro trasloco. Svuotare la cantina e il garage si sta rivelando una sfida incredibile: ci vuole un'infinita pazienza quando si fa il decluttering di una vita intera. Mia madre ha conservato qualsiasi cosa mi riguardasse dalle scuole elementari fino all'università, e questo vuol dire che tra gli scaffali c'erano libri, quaderni, diari, temi e disegni di almeno vent'anni della mia vita.

Ma non solo: fumetti, poster, romanzi e oggetti che pensavo di aver già dimenticato. E invece ecco che tutto mi si presenta sotto il naso e io devo scegliere cosa tenere, cosa buttare e cosa vendere. Dopo quattro ore di duro lavoro (e qualche lacrima d'emozione) ho riempito 10 sacchi: 7 li ho portati all'isola ecologica, destinati al riciclo della carta e gli altri 3 sono pieni zeppi di libri che venderò grazie ad un negozio dell'usato.

Liberarmi di tutta quella roba è stato difficile, ma mi sono anche divertita. Ho vissuto il mio passato attraverso gli oggetti che usavo a scuola, ho riso e pianto pensando agli anni passati e tanti bellissimi ricordi sono riaffiorati. Eppure so che eliminare quelle cose è stato il passo giusto da compiere, perché adesso sento le spalle più leggere e più spazio per il mio futuro.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente