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Gioielli ecosostenibili: le creazioni di Corinne Luppi
Mercoledì 16 Settembre 2015
Giulia Giarola

Una delle cose che adoro del riuso è che qualsiasi oggetto può assumere forme diverse, essere modificato, rinnovato e ottimizzato. Perché buttare via qualcosa se si può reinventare? Ad esempio la pasta. Lo sapevate che con la pasta si possono fare degli orecchini? Eh sì, e mica robetta da niente. Qua si parla di creatività allo stato brado, quella che ti fa aprire gli occhi e dire: “Wow!”.

Quando si tratta di essere creativi gli italiani ci sanno fare, e ce lo dimostrano ogni giorno con progetti e start up sull'usato, il riuso e il riciclo che spuntano come funghi. Ed io, non molto tempo fa, ho avuto la fortuna di conoscere proprio una professionista del settore, una persona speciale che utilizza estro, capacità creativa e manuale per realizzare accessori moda ecosostenibili: Corinne Luppi.

Ho conosciuto Corinne grazie ad un amico in comune, e quando ho saputo cosa creava con le sue mani non ho potuto fare a meno di pensare che un giorno l'avrei intervistata per saperne di più sul suo splendido lavoro. Corinne utilizza alcuni materiali di riciclo per creare gioielli davvero originali, raffinati e che difficilmente vengono replicati. I suoi sono pezzi unici e fatti con passione, nei quali la ricerca del materiale giusto fa la differenza.

Chi è Corinne? Una interior designer nata a Bolzano ma cresciuta sul Lago di Garda. Creativa da quando ha memoria, si è laureata alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e con la sua fantasia, oltre ad arredare con professionalità, è in grado di costruire degli accessori incredibili grazie all'impiego di materiali insoliti: carta da parati riciclata, vecchie posate o addirittura camere d'aria delle biciclette inutilizzate.

Niente viene sprecato, nemmeno la pasta, che se avanzata viene modellata, fatta indurire e colorata a piacimento... et voilà, il gioiello è pronto! Collane, braccialetti, anelli, orecchini: tutti rigorosamente realizzati a mano e grazie ai quali si può risaltare anche l'abito più semplice. 

Parlaci di te: com'è nata la tua passione per la creatività?

Sono sempre stata vicina al mondo creativo, fin da piccola. Ricordo che da bambina adoravo realizzare braccialetti con i fili di cotone e di lana, mi piaceva disegnare e fare le maschere con i coriandoli. “Ha la creatività in corpo, ma non è portata per lo studio” dicevano le maestre ai miei genitori. E invece è successo che dopo gli studi in pianoforte al conservatorio ho proseguito con l'Istituto d'arte a Rovereto, e ho concluso in bellezza con una laurea in Design d'interni nel 2012. Fortuna che non ero portata per lo studio!

E la ricerca di materiali di riciclo quando è iniziata?

Nel corso degli anni, tra viaggi, cambi di città, gente nuova e stimolante, ma soprattutto con alcuni progetti universitari e il Salone del Mobile di Milano – evento dedicato al design in tutte le sue forme – mi sono avvicinata ad alcuni materiali come la gomma e la carta, fino ad apprenderne le loro peculiarità. In particolare mi sono interessata al taglio e alla piega di quei supporti, e questo è accaduto anche grazie ad un'amica che insegnava la lavorazione di alcuni materiali di riciclo alle signore del suo paese. E così le mie creazioni hanno preso vita.

Quali sono le caratteristiche principali dei tuoi gioielli?

Per le collane, gli orecchini e anche gli anelli utilizzo soprattutto carta da parati, camere d'aria delle biciclette (abbandonate sul ciglio della strada!), e perfino la pasta... sì proprio quella che mangiamo a pranzo! Ma sono sempre alla ricerca di altri materiali che mi stimolino per realizzare nuove creazioni da poter condividere...

Volete saperne di più su questa giovane designer? E allora visitate la sua pagina di Facebook Corey's Stuff per vedere e acquistare le sue splendide creazioni!


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente