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Economia circolare: l'usato al centro del futuro
Giulia GiarolaNews
Mercoledì 17 Giugno 2015

Estate: tiriamo fuori costumi e ciabatte! Anche in questa stagione il mondo dell'usato corre in nostro aiuto: per gli acquisti convenienti prima delle vacanze o per vendere ciò che dall'anno prima non è più gradito. Una cosa è certa, questo settore ormai è il cuore della nuova economia.

Secondo l'ultimo rapporto nazionale del riutilizzo, del Centro di Ricerca Economica e Sociale Occhio del Riciclone, solo nel 2014 sono state risparmiate più di centomila tonnellate di CO2, senza contare la quantità di materiali recuperati. Migliaia e migliaia di oggetti salvati grazie al riuso.

Il bello dei negozi dell'usato poi, sta nel fatto di poter comprare qualsiasi cosa alla metà del costo originale e allo stesso tempo vendere praticamente di tutto, rientrando di una parte delle spese. I punti vendita non sono più introvabili, ma sparsi in tutta Italia!

Il vantaggio quindi è duplice:

1. Risparmiare parecchi soldi grazie ai prezzi dell'usato, molto più bassi rispetto al mercato tradizionale.

2. Guadagnare denaro dalla vendita degli oggetti non necessari, recuperando quindi spazio in casa ed evitando l'aumento dei rifiuti.

Un ripasso dei benefici dell'usato fa sempre bene, e apre gli occhi a chi non ha ancora provato un mercato alternativo che ha in serbo molte sorprese.

Senza rendercene conto, infatti, con il riuso stiamo diventando i protagonisti dell'economia circolare, il modello del nostro domani. Un'economia pensata per rigenerarsi da sola e organizzata in modo tale che i rifiuti di qualcuno diventino una risorsa per qualcun altro!

Sentiamo parlare spesso di inquinamento, sprechi, emissioni di anidride carbonica, discariche intasate, e non facciamo mai niente per risolvere la situazione. Restiamo imbambolati davanti al telegiornale, convinti che qualcuno risolverà questa crisi al posto nostro. Diciamo la verità, finora ci siamo abituati troppo bene: prendiamo, costruiamo, usiamo e buttiamo. Un approccio lineare che a lungo andare ha portato solo guai per la nostra salute, e ha impigrito il nostro senso etico.

Come si fa cambiare un modo di pensare e di agire ormai radicato nella nostra memoria? Informarsi, aggiornarsi e condividere sono tre verbi che dobbiamo iniziare ad adottare nella nostra quotidianità. Il riuso inoltre ci sta servendo su un piatto d'argento una soluzione comoda e alla portata di tutti per aiutare l'ambiente nel quale viviamo, e che daremo in eredità alle generazioni future.

Piccole azioni da tenere a mente:

- Se ci prendiamo cura di ciò che possediamo sarà più facile regalarlo o rivenderlo in futuro.

- Se qualcosa non funziona ed è da buttare assicuriamoci che si possa riciclare.

Questi semplici meccanismi ci fanno entrare in un modello economico più collaborativo, nel quale il focus centrale non è più la proprietà di un prodotto, ma il suo utilizzo. Perciò, quando mettiamo in ordine l'armadio a seconda della stagione, pensiamo prima di tutto agli altri, a chi potrebbe riutilizzare qualcosa che a noi non sta più bene.

Ampliamo i nostri orizzonti, cercando di immaginare il rivoluzionario impatto benefico che un simile gesto potrebbe avere se tutti si impegnassero ad evitare sprechi inutili.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” diceva il grande chimico Lavoisier. E aveva ragione, oggi più che mai: possiamo produrre all'infinito esaurendo le risorse naturali e sprofondando nei rifiuti, oppure possiamo trasformare la nostra società, gli oggetti che usiamo, per cambiare il mondo grazie ad un'economia diversa, decisamente migliore e più salutare.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente