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Carnevale low-cost tra usato e fai da te
Mercoledì 04 Febbraio 2015
Giulia Giarola

Ormai ci siamo, Carnevale è alle porte. L'evento più amato da adulti e bambini parte giovedì 12 febbraio! Avete pensato al costume da indossare? Non scoraggiatevi se i prezzi vi mettono in crisi, basta andare nei mercatini dell'usato oppure dedicarsi al fai da te.

I festeggiamenti di Carnevale durano pochi giorni ed è sconveniente spendere tanti soldi per acquistare costumi nuovi indossati una volta l'anno. I bimbi crescono in fretta e ogni volta vorrebbero qualcosa di diverso, ad esempio un abito che rappresenta il loro eroe preferito più recente. Quante bambine l'anno scorso avranno chiesto a mamma e papà il vestito della principessa Elsa di “Frozen”? Tantissime! Magari l'anno prima avevano ricevuto in regalo quello di Merida (dal film Disney “Ribelle”), costume che ora giace nell'armadio privo di qualsiasi scopo.

A volte è difficile per i genitori riuscire a stare al passo con i figli, ma basta poco per renderli felici e allo stesso tempo educarli ai concetti di riuso e riciclo. Grazie ai negozi dell'usato come quelli del network Baby Bazar è possibile vendere i costumi di Carnevale inutilizzati e acquistare dell'ottimo usato garantito low-cost! Ecco come evitare sprechi di denaro, risparmiare e insegnare ai bambini che i vestiti usati, anche in occasione del Carnevale, sono la soluzione perfetta per reinventarsi. Nei mercatini dell'usato potete trovare una grande varietà di abiti, articoli carini e di qualità che vi saranno sicuramente d'aiuto in questo periodo di festeggiamenti carnevaleschi.

Le mamme più temerarie potranno affidarsi anche al fai da te. Sembra difficile e complicato confezionare un costume di Carnevale su misura per i propri bimbi, in realtà su internet si trovano molti siti e blog con le istruzioni passo passo per realizzare con semplicità abiti davvero deliziosi! Una visita su Pane, Amore e Creatività oppure su Mestiere di mamma vi basterà per scoprire quante idee originali si possono mettere in pratica con poco materiale e un pizzico di fantasia. Spesso è sufficiente utilizzare qualcosa che si trova già in casa, provare per credere!

Quando andavo alle elementari, nel periodo del Carnevale, la mamma mi faceva ogni anno un vestito con le sue mani. Sono fiera di dire che mi sono sempre divertita un mondo senza mai acquistare un costume preconfezionato inutile e costoso! I giorni che precedevano la grande festa era splendido passare le ore in sua compagnia guardandola cucire due pezzi di stoffa e trasformarmi in ciò che volevo diventare. Mi ricordo che un anno volevo mascherarmi da naturalista, ma in giro non si trovavano costumi di quel tipo. E fu così che la mamma tagliò un paio di vecchi pantaloni, mi diede una camicia di flanella che il papà non usava più e con una finta Kodak al collo ero pronta per girare il mondo e fotografare gli animali. L'anno dopo per Carnevale volevo assolutamente essere Pippi Calzelunghe. Nessun problema! È bastato colorare una calzamaglia e mettere del fil di ferro tra i capelli (ebbene sì, niente parrucca ma trecce vere!). E per finire mi ricordo un ultimo Carnevale dove ero vestita da Genio della lampada, quello di “Aladdin”. Diciamo che il costume non si avvicinava molto al personaggio – avevo il tutù rosa che usavo a danza con dei pantaloni blu da odalisca rigorosamente fatti con tessuto trovato in casa - però quando si ha la fantasia, si ha proprio tutto!

Il Carnevale non deve essere considerato come una festa costosa per spendere, sprecare o consumare. Si tratta di un momento gioioso da passare in famiglia, con gli amici, con i compagni di scuola. È un periodo di festa dove l'originalità è ciò che conta davvero, e per essere originali c'è bisogno di due ingredienti soltanto: creatività e semplicità!


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente