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Usato: un lusso, per molti!
Monica Ferraccioli
Mercoledì 26 Novembre 2014

Sono sempre di più le Star internazionali dello spettacolo che fanno outing, dichiarando la loro passione sfrenata per l’usato.

Recentemente abbiamo parlato di Jessy Arrington, stilista famosa per ricreare e reinventare capi di seconda mano, ma sono sempre più coloro che dichiarano di vestire low cost, pur essendo icone di stile e eleganza. Nelle ultime settimane, ad essere stata immortalata tra le bancarelle di un mercatino, per di più italiano, è colei alle quali ci siamo tanto ispirate agli inizi degli anni 2000, copiandone ogni dettaglio possibile: Sarah Jessica Parker, conosciuta come Carrie Bradshaw di Sex and The City. Proprio così: abituati a vederla entrare e uscire da negozi di lusso a Manhattan, la vediamo ora passeggiare lungo le strade di Via Sannio a Roma, tra una ripresa e l’altra del suo film, alla ricerca di qualche capo vintage made in Italy.

Non è difficile comprendere le ragioni dell’interesse verso i mercatini dell’usato: circoscritti a una piazza, racchiudono anni di storia, infinite tradizioni, mode passate, mode tornate. Racchiudono ricordi, emozioni, vissuti. Parlano del luogo e della gente che li vive. Raccontano del tempo che passa, con oggetti che sembrano non invecchiare mai troppo. Tutto questo, a prezzi molto convenienti.

Negli ultimi anni anche i mercatini sono cambiati e alle bancarelle lungo le vie delle città si sono affiancati veri e propri negozi dell’usato, punti vendita ordinati e rinnovati, in cui si può trovare di tutto, dall’abbigliamento all’oggettistica per la casa, piccoli mobili e elettrodomestici, lampade, quadri, borse e molto altro, con un risparmio di oltre il 50% rispetto al nuovo. Inoltre, i negozi dell’usato ritirano in conto vendita la merce di seconda mano, permettendo al venditore di ottenere un guadagno pari alla metà dell’importo a cui gli articoli vengono venduti.

Vi è un’altra ragione alla base del successo crescente dell’usato: il riuso rappresenta una forma consapevole e responsabile di consumo. È ormai chiaro che le azioni per prevenire l’emergenza ambientale non possono più essere né demandate, né rimandate: è necessaria un’azione che parta dal basso, da ogni cittadino, dalla pratica quotidiana. Un’azione semplice, applicabile e efficace. In quest’ottica il riuso rappresenta lo strumento più semplice a disposizione di ciascuno di noi per fornire un contributo concreto all’ambiente, evitando gli sprechi di beni e di energia e riducendo in tal modo le emissioni di anidride carbonica.

Alla luce di questi numerosi benefici, vendere e acquistare l’usato concede un lusso: quello di cambiare, di personalizzare, di liberare la creatività superando le omologazioni, di parlare di sé, di scegliere e inventare il proprio stile. Il lusso di potersi concedere un capriccio, senza sacrifici né ripensamenti.

L’usato smette così di essere associato ad una fascia povera e anziana della popolazione, per entrare con freschezza, vivacità e spirito innovativo nella vita di tutti, ogni giorno. E se ci offre libertà, sia essa economica, artistica o, vista in una sfera più ampia in termini di benessere, è un vero lusso, indispensabile e irrinunciabile.


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Ciò che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione.
Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto in cui mangia sia stato utilizzato da qualcun altro.
Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano.
Ma è palpabile l’evoluzione verso questo nuovo stile di vita.
Alessandro Giuliani
su Il Salvagente